Molti storici sono concordi nel ritenere che l'Asse iniziò a perdere la guerra nel 1943. Uno degli eventi che cambiarono
le sorti del conflitto a favore degli Alleati fu senz'altro la perdita della superiorità aerea che, seppur con alterne vicende, la Luftwaffe era stata in grado di mantenere. Fu
proprio in base alle mutate esigenze che emerse la necessità di dotare le truppe della Wehrmacht di una protezione antiaerea meccanizzata, in grado di proteggere le truppe dagli aerei di attacco al suolo.
Come base per questo nuovo semovente fu scelto lo chassis del Panzer IV, allora principale carro medio dell'esercito tedesco, da cui il nome generico
di Flakpanzer IV, condiviso con altri modelli. Per semplificare al massimo i fabbisogni industriali, lo Sd.Kfz. 161 fu progettato con la caratteristica configurazione a pareti abbatibili che gli fruttò il nomignolo di Mobelwagen (in tedesco "furgone per mobili").
Pur semplice da produrre ed efficiente sul campo di battaglia (permetteva una rotazione totale dell'arma e ridotti tempi di armamento), questa configurazione non offriva una protezione adeguata dagli attacchi da terra se non durante il trasporto, quando le paratie alzate in posizione di trasporto potevano salvare l'equipaggio da pallottole di piccolo calibro e shrapnel.
Anche il potenziale di attacco a terra ne risultava molto limitato, perché il cannone non poteva sparare ad alzo 0.
Inizialmente concepito dalla Krupp con l'armamento del Flak 38 da 20mm in installazione quadrinata, il Flakpanzer IV vide la luce solo in forma di prototipo con questa configurazione, nota come 2cm Flakvierling auf Fahrgestell Panzerkampfwagen IV. Il 28
gennaio 1944 fu scelta, invece, una soluzione ad interim, armata con un singolo pezzo 3.7 cm FlaK 43 L/89. Scegliendo quest'arma si preferì un calibro maggiore alla moltiplicazione delle bocche da fuoco, in modo da raggiungere aerei operativi a quote superiori.
Originariamente inteso come una soluzione temporanea, Il Möbelwagen restò in produzione fino a totalizzare 300 esemplari, pochi per cambiare gli equilibri in campo, ma abbastanza per farne apprezzare il valore e l'utilità.
I suoi successori, Ostwind e Wirbelwind, non poterono fare altrettanto perché arrivarono ormai troppo tardi.
Per i modellisti, il Mobelwagen non rappresenta di certo il mezzo più facile da riprodurre, a causa della peculiare struttura, fatta di spessori limitati e parti interne molto visibili: parti piuttosto minute, quando riprodotte in scala. In compenso, la scelta di kit non manca: a parte il kit Tamiya in 1:35 (la scelta più comune, senz'altro) esistono riproduzioni di nicchia in scale anche piuttosto inusuali, che lo rendono un mezzo interessante nei diorami che hanno per protagonista un aereo, magari abbattuto da un valoroso "furgone per mobili".
| equipaggio | 6 persone |
| peso | 24000kg |
| dimensioni | lunghezza fuori tutto: 5,92 m larghezza: 2,95 m altezza: 2,73 m |
| armamento | 37mm Flak 43 L/89 1 x MG42 da 7.92mm |
| munizioni | 416 da 37mm 600 da 7,92mm |
| corazzatura | scafo, parte frontale: 30mm a 20° scafo, parte posteriore: 20mm a 9° scafo, parti superiore e inferiore: 10mm a 90° scudo: 25mm a 0° paratia frontale: 50mm a 9° paratie laterali: 30mm a 0° paratia posteriore: 20mm a 11° |
| motore | Maybach HL 120 TRM 12 cilindri, da 300hp |
| velocità massima | su strada: 38 km/h |
| autonomia | su strada: 200 km percorso misto: 130 km |
| carburante | 470 litri |
Mobelwagen
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